Prostituirsi è reato? Eppure questo mondo si fonda sulla prostituzione: i nostri corpi ridotti a merce di scambio per soddisfare le perversioni di un manipolo di potenti che cosa sono se non la più limpida immagine di quello che è “il lavoro più antico del mondo”? Puttane noi tutti! Incolonnati ogni mattina rinchiusi in una scatola di latta, testa bassa e culo aperto sul retto sentiero della produzione, nelle fabbriche, negli uffici e nei cantieri. Puttane noi tutti! Inginocchiati a leccare la mano di chi ci fotte ogni giorno, e spesso per molto meno di cinquanta euro “a botta”. Puttane noi tutti! Incatenati nelle scuole a ringoiare le nozioni che altri decidono per noi, fieri di essere il fulcro della separazione e dello specialismo del lavoro e della cultura. Piccole troie portatrici della conoscenza e demolitrici di ogni sapienza. Puttane noi tutti! Ipocritamente disposti a giurare fedeltà ad ogni bandiera, religione e morale. Sempre disponibili verso il più autorevole ed il più ricco siamo disposti a farci inculare a denti stretti da qualsivoglia prete, politico o padrone. Puttane noi tutti! Che ogni giorno prostituiamo le nostre braccia, le nostre gambe, la nostra schiena... e qualcos’altro di ben più prezioso e scandaloso di una qualunque parte intima: il nostro cuore ed il nostro cervello. Ecco il mondo della prostituzione! Ecco il grande bordello che abbiamo edificato ed in cui tutti lavoriamo! E allora le leggi che vietano la prostituzione (e che da qualche tempo sono state varate) sono una cosa idiota almeno quanto il ministro che le ha pensate ed i cani da guardia che tenteranno di renderle operative. Un ennesimo atto di detestabile violenza verso delle puttane come noi ma che hanno la sventura di una vita ancora più misera della nostra. Ragazze obbligate a vendere il proprio corpo nelle parti più intime e sottoposte alla brutalità ed al ricatto di squallidi mafiosi... non bastava! Il “nostro” governo decide ora che queste ragazze (dal momento che, a detta dei politici, offendono la decenza) devono essere condannate penalmente, devono pagare e finire in galera. Nostro dovere è aiutare le lavoratrici più sfortunate e più colpite. E’ compito di tutti coloro che non vogliano essere trattati come traditori e crumiri tentare di ostacolare l’opera poliziesca a danno delle nostre colleghe. Per questo sin da ora diciamo, qualunque sia il vostro ramo di prostituzione: che ogni compartimentazione venga meno! Troie di tutto il mondo unitevi! C.G.B.C. Confederazione Generale delle Battone Consapevoli (tratto da "...dal sottosuolo - pagine anarchiche genovesi")