l'istituzione-branco

Discussion in 'Italian' started by jagerhans, Feb 9, 2009.

  1. jagerhans

    jagerhans Brancaleone da Norcia Lifetime Supporter

    [​IMG]di Wu Ming 1
    La clinica nido di membra stanche la casa del riposo
    sorge su un colle azzurra come lama di forbice
    bianca come latte in polvere come
    un lenzuolo e silenzio attorno
    La Pace
    Arcadia dell'ultimo miglio
    qui si è raccolta la famiglia prega assiste la ragazza
    si prepara
    morta da tanti anni si appresta a morire
    senza la paura né l'orrore né bisogno
    di aggrapparsi a una mano nell'ultimo momento
    [come nei film prove d'attore a buon mercato]
    prima del tuffo nel vuoto perché fluttua già nel vuoto
    magra nel sarcofago vuoto solo un canale non sintonizzato
    sotto la palpebra vuoto
    Ce ne è voluto di tempo
    tempo per farsi udire capire tempo
    per ricorrere reclamare puntare i piedi
    risolvere
    tutti lo fanno di nascosto
    per non soffrire più
    di nascosto
    perché così si è sempre fatto
    di nascosto
    succede tutti i giorni dappertutto
    di nascosto
    si staccano le spine perché qualcuno inciampa
    si fermano le cure perché
    non sono cure
    la legge lo proibisce questi morti
    fratelli sorelle
    figlie
    non vanno sepolti
    legge dettata da imbecilli in palandrana
    virtuosi col culo degli altri
    mentecatti in sottanone
    mantecati in dottrine di fango
    e cattivi profumi
    Poi qualcuno ha detto
    di non volerlo fare di nascosto non più di nascosto
    perché anche le buone azioni creano circoli viziosi
    refoli di aria viziata se non escono
    dai chiostri
    dove si muore in camuffa
    [ma per davvero eccome per davvero]
    Qualcuno lo ha detto per tutti
    l'uomo bloccato che parlava con le ciglia
    l'uomo che perdeva un muscolo al giorno
    e il padre della bella dormiente per sempre
    sono usciti dal chiostro dove inciampano i dottori
    e la piazza si è riempita di voci e lampi si è riempita
    di conflitto discorsi la vita la morte e parecchi
    ma in fondo nemmeno parecchi
    fingevano fingono di non sapere
    che di nascosto succede tutti i giorni
    Il padre della bella dormiente per sempre
    ridotta a pacco di carne e tecnica
    dopo il cammino e le tappe forzate sforzate aperte
    col piede di porco della tenacia
    ricorsi rivolgimenti e un potere refrattario
    rinfrangente rifocillantesi di facile consenso
    ebbene dopo tutti questi anni di rimbalzi
    la bella dormiente per sempre
    è all'ultima stazione di un calvario senza i sensi
    e tutto sembrerebbe andare bene
    finalmente andare bene finalmente
    il sollievo
    unico momento di vera vita
    unici giorni di vita nel corpo
    che lotta restituito alla lotta al cadere
    al panta rèi
    Ma la cattiva sorpresa sale
    da dietro la collina sulla strada provinciale
    è un caravàn un serraglio di bestie in maschera
    di maschere in bestia
    convoglio di uomini e troie automobili
    dai vetri blindati piene di ghigni espressioni bloccate
    in sorrisi di circo e stanza eccoli
    si pippano a vicenda la forfora dal cranio
    coi biglietti da cinquecento euri
    raccontano barzellette barzotte lubriche
    gran pacche sulle ginocchia
    Sono pronti all'exploit
    perché è ora di finirla
    Sono
    1) Il Primus dei ministri primus habens
    2) e 3) il Pope col segreto segretario
    detto l'Uccello di rovo
    4) Il deputato De Puta
    5) Il Filosofino
    6) Il Sondaggista
    Arrivano di gran carriera
    sudati alticci labbra gonfie da impuniti
    riempiono il vialetto della clinica
    invadono la corsia di tubi al neon
    vanno a guardare il corpo
    col codazzo di guardie del corpo
    e guardie svizzere
    [siamo al confine con la Svizzera]
    occhiali neri braghe da pagliacci alabarde
    Avanti a tutti
    il Primus dei ministri primus habens
    parrucca di pelo di ratto faccia
    bistrata di biacca piastriccio d'ombretto da funebri pompe
    [honny soit qui mal y pense]
    impagliato da vivo per paura di morire
    paladino della vita impasto
    di merda e paglia
    fa gli onori di casa in casa d'altri
    da troppi anni
    qui è avanguardia e frangiflutti per
    il Pope del Nord
    a braccetto con l'Uccello di rovo
    bastone della sua vecchiaia
    fanno quasi tenerezza
    e il Pope somiglia a una candida nonna
    parla di pace ma porta il frustino
    tiene in bocca uno scudiscio
    parla di vita e di morte ogni giorno
    accende mutui sui culi degli altri
    e a noi tocca pagarli
    a tasso variabile
    invariabilmente
    L'onorevole Nico De Puta è smarrito
    vive circondato da cronisti
    rilascia dichiarazioni sferra scomuniche civili scaglia
    sempre anatemi sempre con l'occhio sempre fisso sull'obiettivo sempre
    un occhio bovino che ti guarda dallo schermo
    e ti fa venire freddo ma ora è solo
    solo con le guardie del corpo nessun microfono
    né telecamera
    Il Filosofino
    ha la faccia colorata di nulla
    parla di vita e di morte sui giornali
    parla di vita e di morte nei talk-show
    collegato da un'altra città sempre
    in un'altra città faccia grande su schermo
    grande colorata di nulla
    Il Sondaggista
    fu da giovane maoista
    ci mette la faccia e che faccia
    per dirti che su cento italiani
    novantotto cagano merda
    e il due per cento fa la cacca
    distilla opinioni a ph neutro
    tutte le sere sorride a piene ganasce
    ma quando serve se c'è un rovescio
    suo compito è farne medaglia
    settanta persone su cento la pensano
    come non piace al padrone
    lui pronto a dire paese
    spaccato quasi a metà
    Camminano e tutti si spostano
    fatece largo che passamo noi
    fremono i gorilla dell'antiguerriglia
    agli ordini del capo-camarilla
    la caposala chiede spiegazioni
    il primario chiede spiegazioni
    vociare di protesta dei parenti
    della bella dormiente per sempre
    partono i gorilla il branco bramisce
    come un unico alce in calore
    un alce a cazzo duro con la Sindrome di Tourette
    sparano una salva una selva di porcidèi
    il Pope non si scompone anzi
    benedice a mezza voce i tirapugni
    manganelli retrattili d'acciaio
    incidono le teste e sganassoni
    mettono i volti a soqquadro
    tra pianti e imprecazioni
    il Pope con aria dispiaciuta
    mulina per l'aere segni della croce
    chissà forse dovrebbero attenuare spargere polline
    di perdono
    dal pavimento dove giacciono i corpi
    si innalza un rantolante vaffanculo
    spento da un tacco che sbriciola qualcosa
    era il padre della ragazza
    la bella dormiente per sempre
    è lei che vogliono
    il Primus dei ministri primus habens
    ride beato e dice
    avanti
    avanti
    Davanti alla porta chiusa
    ogni maschio inspira forte
    e butta fuori ci-o-due
    mentre si palpa il pacco
    momento che non è di esitazione
    ma parte della coreografia
    il timing dev'essere perfetto
    il Primus è un maestro drammaturgo
    poi fa
    un cenno
    sfondano la porta
    Il corpo di lei
    stretto rinsecchito atrofizzato
    campo desertificato
    come tanti saprofiti spuntano tralicci
    che portano cavi
    tubi
    su cui stanno appollaiati come corvi
    i sogni di dominio
    di questo potere che adesso la guarda
    fremente vapore fremente
    dalle narici
    bavetta che cola sul mento
    mani sui pacchi
    fuori
    i gorilla montano la guardia
    e allora fuori
    gli uccelli allora
    nerastri come cuccioli di corvi
    bocche protese verso il verme
    stretti rinsecchiti atrofizzati
    flaccidi come meduse
    questo potere a cazzo fuori sogghigna
    si tratta di impartire una lezione
    è loro questo corpo
    li intriga il suo fiore di catacomba
    flaccidi
    di fronte a lei dormiente si sentono eterni
    flaccidi
    la sua parvenza di vita li fa sentire vivi
    flaccidi
    la sua immobilità li dinamizza
    flaccidi
    il suo non poter scegliere eccita il loro arbitrio
    flaccidi
    il suo non avere più niente li fa sentire proprietari
    epperò
    flaccidi
    Calano i calzoni
    parte la danza flap flap di mani su e giù
    flap flap pugni stretti su e giù
    uno in faccia all'altro su e giù
    flap flap come un battere d'ali senza decollo
    provando a risvegliare uccelli vecchi
    dalle ali stanche
    appese a corpi stanchi come sacchetti
    di necrosi
    appese a corpi che non vogliono morire
    il Sondaggista li rassicura tutti
    il novanta per cento dei membri si rizza
    dopo i primi cinque minuti
    gli altri dopo i primi dieci
    non c'è da preoccuparsi
    se sembriamo morti
    ottanta italiani su cento
    sembrano morti ma sono in gran forma
    flaccidi
    allegria d'artificio li anima
    flaccidi
    fuori i gorilla vegliano
    dal letto il corpo non assiste
    testimone
    di niente
    tutti quanti
    appena appena barzotti
    uova in camicia che sanno di vecchio
    flaccidi
    Il Primus afferma il primato
    con un salto da primate
    vorrebbe tuffarsi sul corpo
    ma lo blocca un cigolìo alla schiena
    si costringe a movenze caute
    del resto c'ha quasi ottant'anni
    sale sul letto pian piano
    flaccido pian piano
    in cerca del sesso
    in cerca impaziente del sesso
    in cerca angosciosa del sesso
    in cerca attonita del
    sesso mentre cerca di tenere
    la mezza erezione
    si perde nelle pieghe di un mistero
    confuso
    me l'avevano data
    per bella figa
    vedrà vedrà mi han detto
    mi han preso per il culo mi sentiranno
    quando torno a Palazzo mi sentiranno
    nel culo
    oh se mi sentiranno
    ma adesso
    deve fare buon viso a cattivo gioco adesso
    reggere la parte del grande amatore adesso
    si sdraia sul corpo e grugnisce
    finge di dare un colpo due tre ansima
    flaccido
    si alza affettando trionfo
    adesso tocca agli altri adesso
    si guarda nelle mutande
    chissà come
    ha eiaculato un fiotto di
    un fiotto di sangue e
    un fiotto di sangue e pus
    presagio di morte disagio dosaggio di morte
    fa finta di niente nessuno si è accorto
    si allaccia i calzoni
    fuori i gorilla vegliano
    Uno dopo l'altro
    flaccidi sudati calzoni calati
    simulano il coito
    respinti dal mistero che sei
    bella dormiente per sempre
    sugli scogli del tuo mistero si spaccano le chiglie
    di ogni nave da guerra
    nelle sabbie del tuo mistero sprofondano i convogli
    che portano armi
    nel buco del tuo mistero vengono inghiottiti gli dèi
    nel mistero del tuo mistero si perdono le certezze
    del potere
    dello Stato
    sul tuo stato
    Embarazo
    parola falsa amica
    vuol dire essere gravide in Castiglia
    e sentirsi facce di cazzo in Italia
    Forse cercavano l'embarazo
    di certo li morde l'imbarazzo
    ciascuno ha in faccia il proprio cazzo
    flaccido
    io so che tu sai che io so
    lui sa che tu sai che lui sa
    lei sa che io so che tu sai
    tutti sappiamo di esser morti
    e in decomposizione
    Il Primus va a orinare
    lui orina pochissimo sapete
    due gocce e ci mette una vita
    problemi di prostata sapete
    ma questo della prostata è un pretesto
    si studia la mutandata
    dal glande continua a uscire pus
    si studia l'inguine
    che sembra cedere in procinto di
    cedere creparsi in procinto di
    arrendersi a qualcosa
    la pelle è rossa e croccante
    dietro si agita
    qualcosa
    buon viso a cattivo gioco adesso
    il Primus si guarda allo specchio
    la pelle è giallastra e cascante
    Chissà perché il bisogno scappa a tutti
    e ognuno sta in bagno una vita sapete com'è
    dopo una certa età sapete com'è
    ché qui sembriamo sempre dei ragazzini ma gli anni passano
    due gocce e ci vuole mezz'ora
    ma in fondo siamo in forma
    sopra la media nazionale di bell'aspetto
    pensate che novanta italiani su cento
    sono più brutti di noi
    dal letto il corpo non assiste alla processione
    parata verso il cesso a senso unico alternato
    dal letto il corpo è testimone
    di niente
    e fuori i gorilla vegliano
    ogni animale è triste post coito
    se di coito si può parlare
    nessuno si gira a guardarla nessuno
    spaventa
    il suo fiore di catacomba
    la marcia verso l'uscita è più mesta
    su tutti grava un peso grave un peso
    denso nero grave un peso greve li schiaccia un peso
    li tira giù lo sentono
    lo sentono nei dischi vertebrali
    erano arsi dall'ansia di catarsi
    adesso sono spompi e spenti adesso
    respirano col soffio di una valvola
    difettosa
    ognuno sa che gli altri sanno
    si portano la mano al pacco
    qualcosa si muove là sotto là dietro là dentro
    li morde da dentro
    la pelle sottile
    la pelle che cede a uno scavo di talpa
    e fuori c'è il sole
    la luce del sole
    fuori
    riparte il convoglio
    giù per la collina giù
    sulla strada provinciale giù
    un peso li tira
    d'ora in avanti
    giù
    ci vorrà tempo ma
    giù


    7-9 febbraio 2009


    [​IMG]

    Pubblicato Febbraio 8, 2009 11:18 PM | TrackBack
     

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